I 160 caratteri romantici di Moccia

Che tutti dicano "I love you" lo afferma il film di qualche anno fa firmato dal regista Woody Allen. Ma come lo dice lo scrittore "cult" dei teenager italiani, Federico Moccia? "Per te. Per i mille momenti. Per farti sorridere. Per farti sognare. Per farti felice. Perché esisti. Perché ci sei... ma soprattutto perché ti amo". E' questo il testo dell'sms di Moccia dedicato a tutti gli innamorati che, nel giorno prima di San Valentino, è stato proiettato su un maxi-telo di otto metri per sei in Piazza Piemonte a Milano. Una sorta di grande libro a cielo aperto, che ha dato il via all'iniziativa, ideata da Pubblirecords42 e voluta da Comete Gioielli, denominata "160 caratteri romanticamente schierati". L'evento, fino alla sera del 14 febbraio, darà la possibilità a tutti di inviare sms, pensieri e dediche d'amore al numero 3313936812. Naturalmente il materiale inviato sarà proiettato sul maxi-telo. Sarà lo stesso Moccia a selezionare l'sms più bello, incoronando così tra il pubblico lo "scrittore per un giorno".

NottiDaLeon.it ha avuto modo di scambiare quattro chiacchiere con Moccia, ospite vip in occasione dell'apertura della prima boutique monomarca Comete Gioielli di Corso Vercelli, a Milano. Lo scrittore di "Tre metri sopra il cielo", libro uscito nel 1992 ma che ha agguantato la fama (e che fama!) soltanto molti anni dopo, grazie al passaparola e alla circolazione in forma di manoscritto tra gli adolescenti, ha recentemente diretto il film tratto dalla sua ultima opera, "Scusa ma ti chiamo amore", dove recita anche Raoul Bova.

Quali sono i prossimi progetti dell'eclettico Moccia? "A me - racconta a NottiDaLeon.it - piace pensare che la vita sia composta da tante cose che accadono. Adesso ad esempio sto pensando a un ritorno al teatro, dopo che tanto tempo fa avevo già fatto una commedia. Il teatro a mio avviso permette una libertà di espressione che il cinema non consente". Ciò non toglie però che Moccia un domani possa avventurarsi nuovamente sulla strada della regia cinematografica, benché non è detto che per l'adattamento dei suoi libri dietro la macchina da presa debba per forza di cose, ormai, esserci lui: "Penso sia utile fare il cinema solo quando senti che si tratta di qualcosa nelle tue corde, ti devi sentire portato per quella storia. A me non piace forzare la mano, cerco di seguire quella che è la mia vena".

Del resto, fino a ora, la vena artistica di Moccia è sempre stata fondata sulla semplicità. "Anche la protagonista femminile di 'Scusa ma ti chiamo amore', Michela Quatrociocche, l'ho scelta per la sua straordinaria semplicità". Ma quali sono le fonti di ispirazione per scrivere e poi, eventualmente, per portare sullo schermo le storie? "Mi attira la semplicità da cui però penso possa essere tratto qualcosa di speciale, che possa colpire il lettore o lo spettatore, a seconda del caso". E il prossimo libro in uscita? "Vorrei trovare un bello spazio dove rinchiudermi per scrivere, magari, chissà, recuperando qualche vecchio personaggio che ho abbandonato: Step, Gin, Babi...". Ecco: Babi, che in "Ho voglia di te" è stata davvero trattata male dallo scrittore... Il suo personaggio potrebbe essere in qualche modo riabilitato? "Sì, potrebbe essere un'idea", dice Moccia, lasciandosi sfuggire un sorrisino malizioso.

 

Carlotta Scozzari

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